Champagne Empreinte Brut 2009, Geoffroy

Talvolta le grandi aspettative vengono deluse, e quando capita con uno champagne è ancora più triste, visto che associamo le bolle alla spensieratezza e all’eleganza.

Le note tecniche parlano del classico dosaggio di 6 grammi per litro su base prevalente di Pinot nero (75%) e poi Chardonnay (20%) e Menunier (5%). Solo succo da prima spremitura e niente svolgimento della malolattica.
Insomma, sulla carta un ottimo prodotto, e invece…
Intendiamoci, non che questo 1er Cru sia cattivo, ci mancherebbe, è che da una bottiglia fatta con uve vendemmiate nel 2009, prodotta da una famiglia storica di vigneron che ha sede in un comune prestigioso come Ay e che possiede 14 ettari nei comuni di Hautvillers, Fleury-la-Rivière e Cumières, ci si aspetta francamente qualcosa di più.

Denominazione: Champagne
Vino: Empreinte Brut
Azienda: Geoffroy
Anno: 2009
Prezzo: 30 euro

Aspetto a parte (perfetto), al naso c’è qualche cenno di nocciola e fruttini rossi e poco altro: gradevole, nulla più.
In bocca la bolla è un po’ spessa, i riconoscimenti si fermano all’agrume e il dosaggio è abbastanza avvertibile, tanto che francamente avrei azzardato ben più dei 6 grammi dichiarati, e alla lunga stanca; chissà che il problema sia dovuto alla acidità moderata?

La destinazione migliore, nonostante la prevalenza del pinot farebbe pensare al tutto pasto, credo sia confinata all’aperitivo.

Insomma, una bottiglia cui è difficile trovare difetti oggettivi, tutto sommato dal prezzo corretto rispetto alla denominazione e al blasone, ma che non entusiasma.

Il bello: prezzo corretto, vino gradevole

Il meno bello: non colpisce

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Friulano Zegla 2010, Renato Keber

Uno dei tópoi dell’appassionato di vino è il classico sbattone per trovare la cantina presso la quale hai prenotato la visita: imposti l’indirizzo sul navigatore, ma tipicamente si tratta di una località di campagna piuttosto isolata (e mi sembra anche giusto) che il malefico aggeggio spesso non conosce oppure, peggio, finge di conoscere e poi invece ti consegna al tuo destino (letteralmente: “la tua destinazione si trova sulla destra”) nel bel mezzo di un bosco o di una strada sterrata senza un casolare nel raggio di qualche chilometro.

Ecco, se una volta vi capitasse una gita nel Collio, mentre vi aggirerete con calma tra colline e paesini, non potrete che rimanere un po’ storditi dal continuo imbattervi involontariamente in aziende vitivinicole più o meno note.
Quanto sopra giusto per testimoniare la vocazione di un territorio praticamente unico nel panorama nazionale.

Il centro di questo piccolo (ma neanche poi tanto) mondo è Cormons, il comune in cui risiede l’azienda di Renato Keber, che gestisce quindici ettari esposti a sud-est della collina Zegla.

Ed è proprio con il nome di questa collina che viene intitolato il Friulano di Renato Keber, una vera e proprio bomba sotto mentite spoglie: solitamente il Friulano è un vino di buon carattere ma rispettoso, difficilmente sopra le righe, amante dell’abbinamento gastronomico, .
Ma questo, appunto, non è il solito Friulano.

Denominazione: Collio
Vino: Friulano Zegla
Azienda: Renato Keber
Anno: 2010
Prezzo: 25 euro

Il liquido è paglierino carico (viene eseguita una lievissima macerazione), dal naso fresco, giovane e ricco di frutta e fiori di campo con in sottofondo richiami alla frutta secca.
Il sorso è molto gustoso, mordente e di grande acidità, tanto che l’alcol (ben 15 gradi) è impossibile da decifrare, così come la struttura: il vino sembra tutto sommato meno imponente di quel che è.
Verso metà o fine sorso curiosamente ho una allucinazione di Sauvignon invecchiato, e poi si chiude ovviamente con la mandorla (ma l’amaro è più che gradevole).

Il potenziale di invecchiamento mi sembra notevolissimo, e, come naturale per il vitigno, si tratta di un vino gastronomico come pochi, capace di abbinarsi  bene a quasi tutto nonostante la possenza, dai taglieri di salumi, ai formaggi di media stagionatura fimo a secondi di carne bianca o pesci salsati.

Il bello: piacevole potenza, gastronomico, ottime possibilità di invecchiamento

Il meno bello: la persistenza potrebbe essere migliore

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La Bardette 2014, Domaine Labet

“Lo Jura è diventato di moda”, mi dice con una smorfia di disgusto un amico commerciante di vini, ma se un articolo sulla rivista dell’AIS e qualche bottiglia in più in distribuzione bastano a certificare come fashionable una regione che la maggioranza dei bevitori neppure saprebbe collocare in cartina, a me inizia a girare la testa. Mi sembra di essere tornato quindicenne appassionato di rock alternativo, quando anche robe come il secondo album dei Jesus & Mary Chain venivano scomunicate come troppo commerciali.

Che poi di questo Jura, cosa vuoi aver bevuto? Sfido la massa degli appassionati seriali: se hanno in saccoccia più di uno Château Chalon, due Arbois e un Cremant a caso già mi levo il cappello.

Ora, facciamo un po’ di ordine: cosa coltivano e per cosa è famoso lo Jura? Le uve maggiormente usate sono chardonnay e savagnin (bacca bianca) e pinot noir, poulsard e trousseau (bacca rossa), e sicuramente i vini più noti sono quelli in stile ossidativo (Vin Jaune, da uva savagnin).

Nel caso invece di questa bottiglia del Domaine Labet abbiamo un prodotto piuttosto atipico, non tanto per il vitigno (Chardonnay) quanto per lo stile: paglierino acceso, con al naso immediate note “strane”, e sfido chiunque a riconoscere lo Chardonnay.

Denominazione: Cote du Jura
Vino: La Bardette
Azienda: Domaine Labet
Anno: 2014
Prezzo: 30 euro

Aromi sono decisamente funky si aprono sopra ad un impianto aggrumato e salmastro: la nota animalesca, oltretutto trasportata da una leggera volatile, non è proprio da manuale della finezza sebbene mantenga una certa piacevolezza.

L’assaggio è nettamente citrino, di grande acidità e sapidità; colpisce una netta somiglianza ad un lambic: l’acidità e il brett vanno a braccetto con il cuoio e la classica definizione Kuaskiana delle “vecchie carte da gioco”. Il corpo è nella media e il finale non particolarmente lungo.

Alla fine dei conti abbiamo una bottiglia curiosa, per certi degustatori quasi inaccettabile e magari entusiasmante per altri; il mio parere è nel mezzo: quelli che in altri casi sarebbero difetti, qui riescono ad amalgamarsi in un bicchiere tutto. sommato dinamico e gradevole.
Certo non un grande vino e non consigliabile a tutti: lo trovò un aperitivo divertente e inusuale, estivo, degno accompagnamento rinfrescante a torte di verdura e magari a formaggi caprini giovani a pasta molle

Il bello:  Inusuale, fresco, divertente

Il meno bello: Troppo caro, aromi rustici

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Elenco dei vini italiani con Denominazione di Origine

Nonostante l’anzianità e la sostanziale mancanza di revisioni, le sezioni dei sito che trattano della didattica per gli esami AIS sono sempre e di gran lunga le più frequentate.

Una delle domande ricorrenti dei visitatori è sugli appunti del secondo livello, quello riguardante le regioni e le denominazioni: i riassunti che avevo fatto a suo tempo non erano del livello qualitativo secondo me accettabile per la pubblicazione e di conseguenza non li ho mai resi disponibili.
Pensavo di metterli a posto pian piano, ma gli anni sono passati, il lavoro da fare per mettere a posto il materiale è significativo e sinceramente mi manca il tempo.

Quindi ho deciso di provare a procedere per step: oggi metto in linea questo elenco ricercabile e ordinabile di tutte le DOC e DOCG (dovrebbe essere aggiornato, nel caso di errori fatemi un fischio).
Se troverò voglia e tempo libero procederò in futuro ad arricchire la tabella con altre informazioni.

Resta sempre valida la richiesta fatta all’inizio di questa avventura: se qualcuno di voi lettori candidati sommelier (o neo-sommelier), o degustatori o relatori ha materiale ben fatto, sarebbe bello se me lo mandasse.
Io provvederò a pubblicarlo con i vostri crediti e faremo cosa utile a tutti gli appassionati.

RegioneDenominazioneVino
ABRUZZODOCVillamagna
ABRUZZODOCOrtona
ABRUZZODOCTerre Tollesi
Tullum
ABRUZZODOCTrebbiano d'Abruzzo
ABRUZZODOCControguerra
ABRUZZODOCCerasuolo d'Abruzzo
ABRUZZODOCGMontepulciano d'Abruzzo Colline
Teramane
ABRUZZODOCAbruzzo
ABRUZZODOCMontepulciano d'Abruzzo
BASILICATADOCGrottino di Roccanova
BASILICATADOCTerre dell'Alta Val d'Agri
BASILICATADOCGAglianico del Vulture Superiore
BASILICATADOCMatera
BASILICATADOCAglianico del Vulture
CALABRIADOCBivongi
CALABRIADOCCir•
CALABRIADOCMelissa
CALABRIADOCLamezia
CALABRIADOCScavigna
CALABRIADOCTerre di Cosenza
CALABRIADOCSavuto
CALABRIADOCGreco di Bianco
CALABRIADOCS. Anna di Isola Capo Rizzuto
CAMPANIADOCAversa
CAMPANIADOCIschia
CAMPANIADOCCampi Flegrei
CAMPANIADOCCapri
CAMPANIADOCGTaurasi
CAMPANIADOCCasavecchia di Pontelatone
CAMPANIADOCCastel San Lorenzo
CAMPANIADOCSannio
CAMPANIADOCCilento
CAMPANIADOCGGreco di Tufo
CAMPANIADOCFalanghina del Sannio
CAMPANIADOCFalerno del Massico
CAMPANIADOCGAglianico del Taburno
CAMPANIADOCCosta d'Amalfi
CAMPANIADOCIrpinia
CAMPANIADOCGFiano di Avellino
CAMPANIADOCGalluccio
CAMPANIADOCPenisola Sorrentina
CAMPANIADOCVesuvio
EMILIA ROMAGNADOCColli Romagna centrale
EMILIA ROMAGNADOCReggiano
EMILIA ROMAGNADOCColli d'Imola
EMILIA ROMAGNADOCColli di Faenza
EMILIA ROMAGNADOCColli di Parma
EMILIA ROMAGNADOCColli di Rimini
EMILIA ROMAGNADOCColli di Scandiano e di Canossa
EMILIA ROMAGNADOCColli Piacentini
EMILIA ROMAGNADOCGutturnio
EMILIA ROMAGNADOCOrtrugo dei Colli Piacentini *
Ortrugo - Colli Piacentini *
EMILIA ROMAGNADOCRomagna
EMILIA ROMAGNADOCGRomagna Albana
EMILIA ROMAGNADOCReno
EMILIA ROMAGNADOCGColli Bolognesi Classico Pignoletto
EMILIA ROMAGNADOCModena
di Modena
EMILIA ROMAGNADOCLambrusco Salamino di Santa Croce
EMILIA ROMAGNADOCLambrusco Grasparossa di Castelvetro
EMILIA ROMAGNADOCColli Bolognesi
EMILIA ROMAGNADOCLambrusco di Sorbara
EMILIA ROMAGNADOCBosco Eliceo
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Latisana
FRIULI VENEZIA GIULIADOCCarso
Carso - Kras
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Grave
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Colli Orientali
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Aquileia
FRIULI VENEZIA GIULIADOCGColli Orientali del Friuli Picolit
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Isonzo
Isonzo del Friuli
FRIULI VENEZIA GIULIADOCCollio Goriziano
Collio
FRIULI VENEZIA GIULIADOCGRosazzo
FRIULI VENEZIA GIULIADOCFriuli Annia
FRIULI VENEZIA GIULIADOCGRamandolo
FRIULI VENEZIA GIULIA
VENETO
DOCLison-Pramaggiore
FRIULI VENEZIA GIULIA
VENETO
DOCProsecco
FRIULI VENEZIA GIULIA
VENETO
DOCGLison
LAZIODOCCesanese di Olevano Romano
Olevano Romano
LAZIODOCEst! Est!! Est!!! Di Montefiascone
LAZIODOCCesanese di Affile
Affile
LAZIODOCMontecompatri Colonna Montecompatri
Colonna
LAZIODOCGenazzano
LAZIODOCCerveteri
LAZIODOCGFrascati Superiore
LAZIODOCColli della Sabina
LAZIODOCGCesanese del Piglio
Piglio
LAZIODOCCastelli Romani
LAZIODOCAprilia
LAZIODOCTerracina
Moscato di Terracina
LAZIODOCAleatico di Gradoli
LAZIODOCGCannellino di Frascati
LAZIODOCRoma
LAZIODOCZagarolo
LAZIODOCNettuno
LAZIODOCColli Albani
LAZIODOCVelletri
LAZIODOCMarino
LAZIODOCBianco Capena
LAZIODOCCirceo
LAZIODOCTarquinia
LAZIODOCFrascati
LAZIODOCColli Lanuvini
LAZIODOCCori
LAZIODOCAtina
LAZIODOCColli Etruschi Viterbesi
Tuscia
LAZIODOCVignanello
LAZIO
UMBRIA
DOCOrvieto
LIGURIADOCColline di Levanto
LIGURIADOCVal PolcŠvera
LIGURIADOCCinque Terre
Cinque Terre Sciacchetr…
LIGURIADOCPornassio
Ormeasco di Pornassio
LIGURIADOCRiviera Ligure di Ponente
LIGURIADOCRossese di Dolceacqua
Dolceaqua
LIGURIADOCGolfo del Tigullio - Portofino
Portofino
LIGURIA
TOSCANA
DOCColli di Luni
LOMBARDIADOCButtafuoco dell'Oltrep• Pavese
Buttafuoco
LOMBARDIADOCCasteggio
LOMBARDIADOCLambrusco Mantovano
LOMBARDIADOCCellatica
LOMBARDIADOCGValtellina Superiore
LOMBARDIADOCGSforzato di Valtellina
Sfursat di Valtellina
LOMBARDIADOCRiviera del Garda Bresciano
Garda Bresciano
LOMBARDIADOCValcalepio
LOMBARDIADOCOltrep• Pavese Pinot grigio
LOMBARDIADOCOltrep• Pavese
LOMBARDIADOCGScanzo
Moscato di Scanzo
LOMBARDIADOCSangue di Giuda dell'Oltrep• Pavese
Sangue di Giuda
LOMBARDIADOCGFranciacorta
LOMBARDIADOCTerre del Colleoni
Colleoni
LOMBARDIADOCGOltrep• Pavese metodo classico
LOMBARDIADOCPinot nero dell'Oltrep• Pavese
LOMBARDIADOCBonarda dell'Oltrep• Pavese
LOMBARDIADOCBotticino
LOMBARDIADOCCurtefranca
LOMBARDIADOCSan Colombano al Lambro
San Colombano
LOMBARDIADOCGarda Colli Mantovani
LOMBARDIADOCValtŠnesi
LOMBARDIADOCValtellina rosso
Rosso di Valtellina
LOMBARDIADOCCapriano del Colle
LOMBARDIA
VENETO
DOCLugana
LOMBARDIA
VENETO
DOCSan Martino della Battaglia
LOMBARDIA
VENETO
DOCGarda
MARCHEDOCSan Ginesio
MARCHEDOCGC•nero
MARCHEDOCGVernaccia di Serrapetrona
MARCHEDOCVerdicchio di Matelica
MARCHEDOCGOffida
MARCHEDOCVerdicchio dei Castelli di Jesi
MARCHEDOCBianchello del Metauro
MARCHEDOCGCastelli di Jesi Verdicchio Riserva
MARCHEDOCRosso C•nero
MARCHEDOCI Terreni di Sanseverino
MARCHEDOCPergola
MARCHEDOCSerrapetrona
MARCHEDOCRosso Piceno
Piceno
MARCHEDOCColli Maceratesi
MARCHEDOCColli Pesaresi
MARCHEDOCEsino
MARCHEDOCFalerio
MARCHEDOCTerre di Offida
MARCHEDOCGVerdicchio di Matelica Riserva
MARCHEDOCLacrima di Morro
Lacrima di Morro d'Alba
MOLISEDOCTintilia del Molise
MOLISEDOCBiferno
MOLISEDOCPentro di Isernia
Pentro
MOLISEDOCMolise
del Molise
PIEMONTEDOCColline Novaresi
PIEMONTEDOCFreisa di Chieri
PIEMONTEDOCMonferrato
PIEMONTEDOCRubino di Cantavenna
PIEMONTEDOCGRuchŠ di Castagnole Monferrato
PIEMONTEDOCFara
PIEMONTEDOCBramaterra
PIEMONTEDOCPiemonte
PIEMONTEDOCPinerolese
PIEMONTEDOCGRoero
PIEMONTEDOCGGhemme
PIEMONTEDOCCisterna d'Asti
PIEMONTEDOCBoca
PIEMONTEDOCAlbugnano
PIEMONTEDOCDolcetto di Ovada
PIEMONTEDOCMalvasia di Castelnuovo Don Bosco
PIEMONTEDOCMalvasia di Casorzo d'Asti Casorzo
Malvasia di Casorzo
PIEMONTEDOCFreisa d'Asti
PIEMONTEDOCGAlta Langa
PIEMONTEDOCGAsti
PIEMONTEDOCTerre Alfieri
PIEMONTEDOCCalosso
PIEMONTEDOCGabiano
PIEMONTEDOCGBarbaresco
PIEMONTEDOCGBarbera d'Asti
PIEMONTEDOCCanavese
PIEMONTEDOCGBarbera del Monferrato Superiore
PIEMONTEDOCGBarolo
PIEMONTEDOCGBrachetto d'Acqui
Acqui
PIEMONTEDOCBarbera d'Alba
PIEMONTEDOCColli Tortonesi
PIEMONTEDOCCollina Torinese
PIEMONTEDOCNebbiolo d'Alba
PIEMONTEDOCBarbera del Monferrato
PIEMONTEDOCGrignolino d'Asti
PIEMONTEDOCGrignolino del Monferrato Casalese
PIEMONTEDOCCarema
PIEMONTEDOCDolcetto d'Asti
PIEMONTEDOCStrevi
PIEMONTEDOCColline Saluzzesi
PIEMONTEDOCGDogliani
PIEMONTEDOCValsusa
PIEMONTEDOCGDolcetto di Diano d'Alba
Diano d'Alba
PIEMONTEDOCGDolcetto di Ovada Superiore
Ovada
PIEMONTEDOCGErbaluce di Caluso
Caluso
PIEMONTEDOCCortese dell'Alto Monferrato
PIEMONTEDOCGGattinara
PIEMONTEDOCSizzano
PIEMONTEDOCLanghe
PIEMONTEDOCVerduno Pelaverga
Verduno
PIEMONTEDOCLessona
PIEMONTEDOCGGavi
Cortese di Gavi
PIEMONTEDOCCoste della Sesia
PIEMONTEDOCValli Ossolane
PIEMONTEDOCLoazzolo
PIEMONTEDOCAlba
PIEMONTEDOCDolcetto d'Acqui
PIEMONTEDOCDolcetto d'Alba
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANODOCAlto Adige dell'Alto Adige Sdtirol
Sdtiroler
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO
DOCLago di Caldaro Caldaro Kalterersee
Kalterer
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
VENETO
DOCValdadige Etschtaler
PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO
DOCTrento
PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO
DOCTeroldego Rotaliano
PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO
DOCCasteller
PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO
DOCTrentino
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
VENETO
DOCValdadige Terradeiforti Terradeiforti
PUGLIADOCGalatina
PUGLIADOCGPrimitivo di Manduria Dolce Naturale
PUGLIADOCGCastel del Monte Rosso Riserva
PUGLIADOCGCastel del Monte Nero di Troia Riserva
PUGLIADOCGCastel del Monte Bombino Nero
PUGLIADOCPrimitivo di Manduria
PUGLIADOCLocorotondo
PUGLIADOCLizzano
PUGLIADOCBarletta
PUGLIADOCLeverano
PUGLIADOCSalice Salentino
PUGLIADOCMoscato di Trani
PUGLIADOCNegroamaro di Terra d'Otranto
PUGLIADOCMartina
Martina Franca
PUGLIADOCNard•
PUGLIADOCAlezio
PUGLIADOCBrindisi
PUGLIADOCAleatico di Puglia
PUGLIADOCSquinzano
PUGLIADOCCastel del Monte
PUGLIADOCTavoliere delle Puglie
Tavoliere
PUGLIADOCMatino
PUGLIADOCGravina
PUGLIADOCOstuni
PUGLIADOCSan Severo
PUGLIADOCOrta Nova
PUGLIADOCGioia del Colle
PUGLIADOCRosso di Cerignola
PUGLIADOCCopertino
PUGLIADOCColline Joniche Tarantine
PUGLIADOCTerra d'Otranto
PUGLIADOCCacc'e mmitte di Lucera
SARDEGNADOCVernaccia di Oristano
SARDEGNADOCMandrolisai
SARDEGNADOCVermentino di Sardegna
SARDEGNADOCMalvasia di Bosa
SARDEGNADOCGVermentino di Gallura
SARDEGNADOCAlghero
SARDEGNADOCArborea
SARDEGNADOCSardegna Semidano
SARDEGNADOCCampidano di Terralba
Terralba
SARDEGNADOCCannonau di Sardegna
SARDEGNADOCCarignano del Sulcis
SARDEGNADOCNuragus di Cagliari
SARDEGNADOCNasco di Cagliari
SARDEGNADOCMoscato di Sorso-Sennori Moscato di Sorso
Moscato di Sennori
SARDEGNADOCMoscato di Sardegna
SARDEGNADOCMonica di Sardegna
SARDEGNADOCGir• di Cagliari
SARDEGNADOCCagliari
SICILIADOCContea di Sclafani
SICILIADOCMonreale
SICILIADOCSciacca
SICILIADOCVittoria
SICILIADOCMamertino di Milazzo
Mamertino
SICILIADOCGCerasuolo di Vittoria
SICILIADOCSiracusa
SICILIADOCMalvasia delle Lipari
SICILIADOCNoto
SICILIADOCFaro
SICILIADOCSicilia
SICILIADOCPantelleria
SICILIADOCMenfi
SICILIADOCErice
SICILIADOCEloro
SICILIADOCContessa Entellina
SICILIADOCDelia Nivolelli
SICILIADOCSanta Margherita di Belice
SICILIADOCSalaparuta
SICILIADOCAlcamo
SICILIADOCRiesi
SICILIADOCSambuca di Sicilia
SICILIADOCMarsala
SICILIADOCEtna
TOSCANADOCGrance Senesi
TOSCANADOCMontescudaio
TOSCANADOCRosso di Montalcino
TOSCANADOCPomino
TOSCANADOCTerratico di Bibbona
TOSCANADOCMoscadello di Montalcino
TOSCANADOCTerre di Casole
TOSCANADOCBianco di Pitigliano
TOSCANADOCTerre di Pisa
TOSCANADOCRosso di Montepulciano
TOSCANADOCElba
TOSCANADOCBianco dell'Empolese
TOSCANADOCBolgheri
TOSCANADOCCortona
TOSCANADOCBarco Reale di Carmignano
TOSCANADOCMontecarlo
TOSCANADOCColline Lucchesi
TOSCANADOCVal d'Arbia
TOSCANADOCVal d'Arno di Sopra
Valdarno di Sopra
TOSCANADOCSan Gimignano
TOSCANADOCMaremma toscana
TOSCANADOCGVino Nobile di Montepulciano
TOSCANADOCVal di Cornia
TOSCANADOCAnsonica Costa dell'Argentario
TOSCANADOCOrcia
TOSCANADOCGVernaccia di San Gimignano
TOSCANADOCColli dell'Etruria Centrale
TOSCANADOCMontecucco
TOSCANADOCValdichiana toscana
TOSCANADOCGVal di Cornia Rosso
Rosso della Val di Cornia
TOSCANADOCGSuvereto
TOSCANADOCValdinievole
TOSCANADOCSan TorpŠ
TOSCANADOCGMorellino di Scansano
TOSCANADOCVin Santo di Montepulciano
TOSCANADOCGMontecucco Sangiovese
TOSCANADOCGElba Aleatico Passito
Aleatico Passito dell'Elba
TOSCANADOCSovana
TOSCANADOCVin Santo di Carmignano
TOSCANADOCParrina
TOSCANADOCCapalbio
TOSCANADOCGChianti Classico
TOSCANADOCCandia dei Colli Apuani
TOSCANADOCGChianti
TOSCANADOCSant'Antimo
TOSCANADOCGCarmignano
TOSCANADOCGBrunello di Montalcino
TOSCANADOCVin Santo del Chianti
TOSCANADOCBolgheri Sassicaia
TOSCANADOCVin Santo del Chianti Classico
TOSCANADOCMonteregio di Massa Marittima
UMBRIADOCRosso Orvietano
Orvietano Rosso
UMBRIADOCColli Martani
UMBRIADOCTodi
UMBRIADOCLago di Corbara
UMBRIADOCTorgiano
UMBRIADOCGTorgiano Rosso Riserva
UMBRIADOCColli Altotiberini
UMBRIADOCGMontefalco Sagrantino
UMBRIADOCAmelia
UMBRIADOCSpoleto
UMBRIADOCAssisi
UMBRIADOCColli del Trasimeno
Trasimeno
UMBRIADOCMontefalco
UMBRIADOCColli Perugini
VALLE D'AOSTADOCValle d'Aosta
Vall‚e d'Aoste
VENETODOCBianco di Custoza
Custoza
VENETODOCValpolicella
VENETODOCValpolicella Ripasso
VENETODOCColli Berici
VENETODOCSoave
VENETODOCLessini Durello
Durello Lessini
VENETODOCPiave
VENETODOCBreganze
VENETODOCVenezia
VENETODOCVigneti della Serenissima
Serenissima
VENETODOCBardolino
VENETODOCBagnoli di Sopra
Bagnoli
VENETODOCMerlara
VENETODOCArcole
VENETODOCColli Euganei
VENETODOCGSoave Superiore
VENETODOCGRecioto di Soave
VENETODOCGRecioto di Gambellara
VENETODOCGRecioto della Valpolicella
VENETODOCGPiave Malanotte
Malanotte del Piave
VENETODOCGMontello rosso
Montello
VENETODOCGConegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco
Valdobbiadene - Prosecco
VENETODOCGColli Euganei Fior d'Arancio
Fior d'Arancio Colli Euganei
VENETODOCGColli di Conegliano
VENETODOCGColli Asolani - Prosecco
Asolo - Prosecco
VENETODOCGBardolino Superiore
VENETODOCGBagnoli Friularo
Friularo di Bagnoli
VENETODOCGAmarone della Valpolicella
VENETODOCCorti Benedettine del Padovano
VENETODOCMontello - Colli Asolani
VENETODOCRiviera del Brenta
VENETODOCGambellara
VENETODOCVicenza
VENETODOCMonti Lessini

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Pietranera 2014, De Bartoli

Da Pantelleria e da uve Zibibbo ci si aspetta qualcosa di diverso dal passito?
Normalmente no, ma a casa De Bartoli sanno e vogliono stupire, quindi ecco appunto uno Zibibbo 100%, vinificato in secco con uva da vigne ad alberello di oltre sessanta anni di età che insistono su suolo vulcanico. Le rese sono, ovviamente, bassissime.
A seguire, criomacerazione, pressatura soffice e fermentazione in acciaio grazie ai lieviti indigenti; si tratta quindi di un ibrido particolare di antica fattura in vigna e di qualche “malizia” tecnologica in cantina.

Denominazione: Terre Siciliane IGP
Vino: Pietranera
Azienda: Marco De Bartoli
Anno: 2014
Prezzo: 20 euro

Se l’idea affascina, il bicchiere tutto sommato non delude ma neppure entusiasma, presentandosi con un paglierino carico di avvolgente educata aromaticità dove la sensazione morbida di lyci e di salvia è molto presente senza per fortuna sfondare il livello di guardia. A contorno, qualche accenno di macchia mediterranea e persino un ricordo ad un giovane riesling.

L’assaggio veicola l’alcol in maniera quasi impercettibile, e anche l’acidità è decisamente contenuta.
Quando pensi che ok, è un “vinino che non c’è la fa” e pazienza, arriva una buona botta salina che rimette in piedi il tutto; si chiude con un richiamo amarognolo che dona spessore e personalità e con una inaspettata lunghezza.

Vino particolarissimo, solo in parte mediterraneo visto che per certi versi inganna con sensazioni nordiche, comunque personale ma di abbinamento non facile: forse crostacei o magari il salmastro delle ostriche da contrastare con la morbidezza.

Il bello:  Inconsueto e leggero, facile da bere

Il meno bello: Mancano un po’ di acidità e di grinta

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Chablis premier cru Côte de Léchet 2012, La Chablisienne

Ancora Chardonnay.
Dopo gli ultimi due post dedicati ad interpretazioni di questo stesso vitigno, ma è un caso: questa righe sono relative ad una bottiglia che avevo assaggiato diversi mesi fa e che per qualche motivo era rimasta in anticamera di pubblicazione.

Dopo l’intermezzo italiano torno a stappare una bottiglia francese, nuovamente Borgogna, ma da una sottozona particolarmente distinta: precisamente Chablis, la parte più settentrionale di questo territorio, dove le caratteristiche di clima, territorio e metodologia di produzione sono completamente differenti.
L’unico elemento comune è appunto il “cépage”, lo chardonnay.

La Chablisienne è uno dei pochi produttori di Chablis facilmente reperibili in Italia, immagino a causa del fatto che si tratta di una cooperativa con volumi considerevoli  e con conseguente ampia gamma di categoria e prezzo.

Denominazione: Chablis 1er cru AOC
Vino: Côte de Léchet
Azienda: La Chablisienne
Anno: 2012
Prezzo: 23 euro

In questo caso parliamo di un Premier Cru con qualche anno alle spalle, che  però si mostra di colore paglierino luminoso, giovane e fresco.

Le sensazioni olfattive ci permettono di sfoderare il famigerato minerale, che si sviluppa in accompagnamento ad un tocco vegetale (foglia di limone) e a ricordi di fiori bianchi. Tutto piuttosto intenso, ma non troppo espressivo.

L’assaggio denota immediatamente una acidità estremamente elevata, altro tassello nella trama giovanile del vino, che garantisce buone possibilità di invecchiamento.
Peccato però che in aggiunta allo sviluppo verticale (notevole, peraltro) non ci sia molto altro: il centro del sorso riporta in primo piano le sensazioni erbacee e il corpo è piuttosto esile, con un finale non memorabile.

Vino senza difetti ma che non regala particolari emozioni: può funzionare discretamente in accordo a crostacei e crudi di pesce.

Il bello: freschezza, gioventù

Il meno bello: monotono, manca il guizzo

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Giarone 2011, Poderi Bertelli

Quando tra appassionati terminali si discetta di un vitigno assai démodé sbuca subito fuori lo Chardonnay: lo “chardo” è grasso, rotondo e glicerico, e oggi il trend è tutto per i vini verticali, acidissimi e spigolosamente rustici.
In aggiunta, tanto quanto si sorvolano con una frettolosa alzata di spalle gli chardonnay nostrani, al contrario si mitizzano quelli dei cugini d’oltralpe; certo ci sono spesso validi motivi, ma sfido a negare che non si sia esagerato con la ricerca spasmodica del vitigno autoctono sfigato e con le vinificazioni iper rustiche ed ancestrali.

Così, proprio come accade con gli eterni ricorsi fashion di pantaloni che da stretti stretti in pochi anni si tramutano in larghi larghi, mi aspetto che prima o poi gli enomaniaci riprendano a bere (e a parlare) di vini se non, orrore, barricati, perlomeno più convenzionalmente definibili puliti, ben fatti, godibili.

In questa categoria dei vini non dico dimenticati, semmai “sorvolati”, mi pare sia stato ficcato il Giarone, un classicone accantonato in questi tempi di acidità violente e di anatema verso le botti piccole, anche perché la località di produzione (Costigliole d’Asti, tra Langhe e Monferrato) è terra di grande tradizione vitivinivola autoctona, e invece l’eretico produttore Bertelli su queste zolle si muove con in testa i modelli di riferimento francesi: marsanne, roussanne, chardonnay, syrah eccetera.
Insomma, una roba così old school che oggi sembra quasi futurista!

Denominazione: Piemonte Chardonnay DOC
Vino: Giarone
Azienda: Poderi Bertelli
Anno: 2011
Prezzo: 38 euro

Dorato pieno, decisamente materico già alla vista, tanto che quando quando il bicchiere arriva al naso non fa che confermare quel che ti aspetti: un bel concentrato di frutta tropicale (ananas condito con il rum), un accento di speziatura alla vaniglia in sottofondo e qualche fiore. Detta così è da anticristo degli enostrippati moderni e invece, pur nella sua esuberanza, mantiene un certo contegno elegante.

In bocca è decisamente pieno e caldo, morbido, forse anche per un leggero  e ruffiano residuo zuccherino, e dunque emergono i suoi limiti: l’alcol viene fuori in maniera un po’ eccessiva e la freschezza pur presente non riesce a tenere a bada il sorso che risulta troppo monolitico
L’idea è persino quella di una vendemmia surmatura ma chissà…
Curiosamente, con tutta questa polpa, a centro sorso manca un po’ di allungo, mentre il riscatto lo propongono una lunghezza non indifferente e tutto sommato una bella versatilità a tavola: grazie a struttura e intensità riesce ad essere un buon compagno di primi e secondi e anche di qualche fine pasto fatto di formaggi.

Il bello: pulito, ricco, potente

Il meno bello: un po’ monocrode

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Montagny 1er cru 2013, Olivier Leflaive

Le Chardonnay di Borgogna che non ti aspetteresti mai, a questo prezzo.
Prodotto da vigneti di circa 25 anni di età ad oltre 250 metri di quota in posizione defilata rispetto ai comuni mitici di questa regione (siamo infatti nella parte meridionale della Côte Chalonnaise), subisce maturazione in acciaio (30%) e in legno, di cui solo una piccola parte è di primo passaggio.

Il produttore non è il classico piccolo sconosciuto, ma una robusta maison fondata nel 1984, con interessi sia in Borgogna che in Champagne: Olivier Leflaive, e con vini che spaziano in varie denominazioni e, soprattutto, in un ampio range di costo al consumatore.

Denominazione: Montagny 1er cru AOC
Vino: Montagny 1er cru
Azienda: Olivier Leflaive
Anno: 2013
Prezzo: 25 euro

Questo premier cru si distingue per il prezzo educatissimo rispetto agli standard borgognoni e per la estrema godibilità già in relativa gioventù: insomma un prodotto a metà strada tra un entry level ben fatto e qualcosa di più impegnativo.

Il colore è paglierino scarico e il naso naso racconta di un legno leggero che non marca affatto pesantemente, semmai si limita a sottolineare gli aromi di agrume e fiore bianco con una leggera nocciola tostata.
Comunque profumi sottili, scattanti e coerenti con l’assaggio, dove si percepisce la grassezza tipica del vitigno, per fortuna senza eccessi di burrosità.
Il sorso ne risulta bello fresco e teso, con alcol ben poco in evidenza e una lunghezza non monumentale ma mica da poco per una bottiglia di questa cifra.

Consigliatissimo come Borgogna bianco serio, di ottimo livello e per tutte le tasche, in abbinamento canonico: formaggi freschi o di media stagionatura, piatti di pesce un po’ elaborati o carni bianche.

Il bello: ricco, importante, senza accenni di pesantezza. Buon prezzo

Il meno bello: nulla da segnalare

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Germany reduced: la classificazione tedesca per tutti (reprised)

Colgo l’occasione dell’ultimo post dedicato ad un riesling della Mosella per una piccola aggiunta alla classificazione ai vini tedeschi che avevo redatto a suo tempo.
Oltre alle classiche definizioni Spatlese, Auslese ecc. (classificazione creata nel 1971 e basata sul grado di maturazione dell’uva al momento della vendemmia), nel 2012 è stata introdotta la classificazione VDP (Verband Deutscher Prädikatsweingüter), che distingue i vini in un sistema matriciale.
La VDP è una associazione privata cui fanno capo circa 200 coltivatori (quindi non comporta obblighi legislativi) e il suo simbolo, stampato sulla capsula delle bottiglie, è l’aquila che porta un grappolo d’uva.

Su di un asse della matrice si trovano quattro livelli di qualità del vino (Gutswein, Ortswein, Erste Lage, Grosse Lage) organizzati in stile Borgognone, quindi sulla base di criteri territoriali-qualitativi, che specificano territorio, vitigno, resa massima, procedura di vendemmia e produzione.

Alla base della piramide VDP ci sono i Gutswein: vini provenienti da vigneti di proprietà e conformi ai requisiti VDP (simili ai Bourgogne Regional).

Poi gli Ortswein: vini che provengono dai migliori vigneti di una specifica zona vinicola (comune), con basse rese, al massimo 75 hl per ettaro (simili ai Bourgogne Village).

A salire gli Erste Lage: vini da vigneti storicamente eccezionali, rese molto limitate (max 60 hl per ettaro), e vitigni ammessi in base alle tradizioni locali (simili ai Bourgogne Premier Cru).

Il vertice è dei Grosse Lage: vini da specifiche parcelle eccezionali, con resa massima di 50 hl per ettaro e restrizioni sui vitigni (simili ai Bourgogne Grand Cru).
Nel caso dei Grosse Lage (e solo in questo caso, mai per i Gutswein, gli Ortswein e gli Erste Lage), in etichetta si usa solo il nome del vigneto e non quello del comune.
I vini secchi di categoria Erste Lage sono denominati Grosse Gewachs (GG) e sono etichettati come Trocken GG.

Sull’altro asse della matrice si trova il livello di dolcezza del vino (Trocken, Kabinett, Spaetlese, Auslese, Beerenauslese, Trockenbeerenauslese, Eiswein).
Ma attenzione: con la classificazione VDP, le diciture Kabinett, Spaetlese e Auslese non sono più relative al grado zuccherino al momento della vendemmia ma all’atto del vino fatto e finito e l’uso dei Pradikats Kabinett, Spaetlese e Auslese è riservato ai soli vini dolci, mentre tutti i vini secchi sono identificati dalla dicitura Trocken.
In questo modo non è più possibile, come con la classificazione tradizionale, trovarsi di fronte ad esempio a due bottiglie di Spaetlese, uno dolce e ad uno secco.

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Marienburg 2007, Clemens Busch

E’ nuovamente tempo di scrivere di Riesling, e come spesso accade la regione è la Mosella, dove la famiglia Busch coltiva da generazioni  questa tipologia sulla collina Marienburg.
I Bush si sono convertiti ormai da oltre 20 anni al biologico e recentemente al biodinamico, e in cantina utilizzano fermentazioni spontanee.

Denominazione: Mosel Riesling VDP
Vino: Marienburg
Azienda: Clemens Busch
Anno: 2007
Prezzo: 30 euro

La bottiglia ha qualche anno, ma si sa che con i Riesling questo spesso è un punto di forza. L’età si nota subito già durante la mescita: il colore è oro antico, quasi ambra, denso.
Il naso è ricco: arriva un filo del famigerato idrocarburo ma a prevalere sono la resina e la frutta disidratata.

L’assaggio è molto intenso, materico, secco ma morbido per la grande carica glicerica, e l’alcol che resta in evidenza seguito da sentori di cera d’api, frutta surmatura e cenni di ossidazione nobile.
Alla cieca mai direi Mosella, semmai Alsazia.
C’è freschezza, ma non l’acidità tagliente di tanti Riesling, e la chiusura è lunghissima ma il finale purtroppo è lievemente amarognolo.

L’impressione è quella di un “vinone” muscolare, persino barocco, con i pregi e le difficoltà del caso: potente, robusto, importante ma carente della leggiadria dei grandi tedeschi.
Di certo fa gran figura al primo assaggio in degustazione, ma temo non sia facile da finire a tavola: ha struttura e corpo del vino dolce pur essendo sostanzialmente secco e anche per questo lo si trova in difficoltà nell’abbinamento, a parte con i classici e scontati formaggi.

E’ facile immaginare che la bottiglia sia al vertice della sua parabola qualitativa, anzi forse lo abbia già oltrepassato.

Il bello: spettro olfattivo molto ricco

Il meno bello: bevuta pesante

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