Bordeaux for dummies: zone e classificazioni, facciamo ordine!

Approcciarsi ad una (anzi, alla) zona-mito dell’enologia mondiale suscita un misto tra timore (di scrivere minchiate), imbarazzo (di ripetere per la centesima volta le classiche sentenze trite e ritrite), preoccupazione (di non sapere da dove partire).

Nel mio caso il tentativo nasce dalla esigenza personale di cercare di mettere ordine in una serie di nozioni che talvolta credo di aver recuperato ma che poi mi sfuggono. Insomma, avevo necessità di fare un piccolo riassunto a mio uso e consumo, chiaro e semplice come un tempo lo erano gli appunti AIS con i quali il sito era partito tanto tempo fa.

Specifico subito che si tratterà di un Bignamino senza particolari pretese di completezza e senza nessuna rivelazione straordinaria, e che ometterò del tutto la storia del vino bordolese, che richiederebbe uno spazio e una competenza totalmente fuori dalla mia portata, per concentrarmi sulle varie zone e sulle classificazioni.

Immagine tratta da https://vineyards.com/wine-map/france/bordeaux

L’immagine sopra mostra chiaramente la struttura della regione che come noto è ubicata a sud-ovest della Francia, in prossimità dell’Oceano Atlantico e adiacente all’estuario della Gironda, che si forma dall’unione di due fiumi: Dordogna (più o nord) e Garonna.

Sulla riva sinistra si lavora principalmente per blend, con il Cabernet Sauvignon come varietà preponderante e Merlot, Petit Verdot e Cabernet Franc a supporto.
Il suolo è in maggioranza piatto e composto da ghiaia e calcare, ma ci sono ampie variazioni tra i vigneti. I vini tendono ad essere più strutturati e tannici rispetto a quelli della riva destra, dove generalmente predomina il Merlot con saldi di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Malbec e Petit Verdot. Qui il terreno è prevalentemente pianeggiante ed ha superficie calcarea con meno ghiaia e più argilla.

Le zone vitivinicole principali sono:

  • Riva sinistra
    • Médoc
      • Médoc
      • Haut-Médoc
    • Graves (Pessac Leognan)
    • Sauternes e Barsac
  • Riva destra
    • Libournais
      • St. Emilion
      • Pomerol
  • Entre-Duex-Mers

Médoc

Medoc

Il Médoc si divide in Médoc (a nord) e Haut-Médoc (a sud), dove si trovano i comuni più importanti come St-Estèphe, Pauillac, St-Julien e Margaux.

I vini sono praticamente solo rossi a base principalmente Cabernet Sauvignon, poi Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot e Malbec

Graves

Graves map

Si trova a sud del Médoc, i vini sono rossi (Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc) e bianchi (Sémillon e Sauvignon Blanc).
Il comune principale è Pessac-Léognan

Sauternes e Barsac

Sauternes map

A sud di Graves; vini dolci prodotti da uve attaccate dalla muffa nobile (Botrytis Cinerea).

Libournais

Libournais map

Produzione di vini rossi a base principalmente Merlot e Cabernet Franc. La zona comprende due comuni importanti come Saint-Emilion e Pomerol.

Entre-Duex-Mers

Entre-Duex-Mers map

Produzione principale di vini bianchi secchi a base Sémillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle.

Le Classificazioni

Prima del 1855 i vini di Bordeaux non erano ufficialmente classificati, ma la fama dovuta ai commerci e alle esportazioni che fiorivano già da un paio di secoli avevano generato una scala di qualità informale che ad esempio premiava Lafite, Latour, Margaux e Haut Brion.

Curiosamente sarà anche un americano illustre, il futuro presidente Jefferson, a creare la sua gerarchia: avvenne durante la sua visita a Bordeaux nel 1787 e fu il primo ad introdurre tre livelli per i vini del Medoc.

Occorre fare attenzione a non confondere zone, classificazioni e AOC (denominazioni di origine), ad esempio Chateau Margaux (azienda) è un Premier Cru (classificazione) del Medoc (zona) appartenente alla AOC Margaux.

La mappa di Bordeaux è particolarmente complessa per quanto riguarda le classificazioni:

  • Riva Sinistra:
    • Classificazione del 1855 dei vini rossi del Medoc
    • Classificazione del 1855 dei vini bianchi dolci di Sauternes
    • Classificazione dei Cru Bourgeois
  • Riva Destra
    • Classificazione del 1955 di St. Emilion
  • Classificazione del 1959 di Graves

La classificazione del 1855 dei vini Crus Classés del Medoc

La prima vera classificazione, come noto, venne redatta nel 1855 in occasione della Exposition Universelle de Paris per volontà di Napoleone III: centinaia di produttori di Bordeaux avrebbero voluto mostrare i loro vini e migliaia di consumatori sarebbero stati interessati all’assaggio. Poiché sarebbe stato impossibile per ciascun chateau inviare vino a sufficienza, si rendeva necessario un sistema per aiutare i compratori a scegliere.
Ecco dunque che il 18 Aprile 1855 la Camera di Commercio della Gironda creò la classificazione ufficiale appoggiandosi all’esperienza dei negociants.

La classificazione, che includeva 61 chateau e si basava principalmente sul prezzo di vendita che i vari vini spuntavano sul mercato, prevedeva cinque classi di merito per i soli vini rossi della riva sinistra, nel Medoc, eccetto Chateau Haut-Brion (Graves), che non poteva non essere incluso data la sua fama.
All’interno di ciascuna classe, gli chateau erano elencati non in ordine alfabetico ma di “punteggio”.
I vini della riva destra non erano inclusi, in parte perché alcuni nomi mitici come Petrus non avevano ancora iniziato a produrre, in parte perché alcuni vini di queste zone erano di difficile reperibilità per il commercio.

  • Premiers Crus
    • Château Lafite Rothschild, Pauillac
    • Château Latour, Pauillac
    • Château Margaux, Margaux
    • Château Haut-Brion, Pessac (Graves)
    • Château Mouton Rothschild, Pauillac
  • Deuxiemes Crus
  • Troisièmes Crus
  • Quatrièmes Crus
  • Cinquièmes Crus

La classificazione del 1855 ha subito tre sole modifiche, l’ultima delle quali è quella che nel 1973 ha inserito Chateau Mouton Rothschild nei Premiers Crus.
Naturalmente nel corso degli anni ci sono state variazioni nell’estensione e anche nella proprietà di vigneti, e se per i Premiers Crus l’alone di leggenda ha fatto sì che i prezzi restassero al top, nelle classi inferiori non è raro che ad esempio un Cinquieme Cru possa valere più di un Troisieme.

La classificazione del 1855 dei vini Crus Classés dolci di Sauternes

La classificazione del 1855 includeva anche i vini bianchi dolci di Sauternes, ma prevedeva due sole classi, più la Superieur riservata ad Yquem, e si basava sugli stessi criteri utilizzati per i vini rossi del Medoc.

  • Premier Cru Superieur
    • Chateau d’Yquem
  • Premier Cru
  • Second Cru

St. Emilion

Ci sono voluti 100 anni prima che a Bordeaux venisse varata la successiva classificazione: nel 1955 St. Emilon è stato il primo e unico comune della riva destra a produrre la sua gerarchia.
I principi che guidano questa classificazione sono diversi da quelli del 1855: in epoca Napoleonica era valutato lo chateau una volta per tutte, principalmente sulla base del prezzo di mercato dei vini, in questo caso (oltre al prezzo) ad essere valutati sono la reputazione, il terroir, il vino e la tenuta, ed è prevista una revisione ogni 10 anni (l’ultima è del 2012).
Gli chateau che desiderano tentare di essere inclusi nei Premier Cru Classe A devono fornire una campionatura dei vini delle ultime 20 vendemmie.
Le categorie sono:

  • Premier Cru Classe A
    • Chateau Cheval Blanc
    • Chateau Ausone
    • Chateau Angelus
    • Chateau Pavie
  • Premier Grand Cru Classe B
  • Grand Cru Classe di St. Emilion
  • Grand Cru

Pomerol

Vicino a St. Emilion troviamo Pomerol, che non ha una classificazione formale; la sua fama è relativamente giovane se rapportata alle restanti zone di Bordeaux, ma alcuni chateau sono miti assoluti come Petrus e Le Pin.
La zona ha un’estensione limitatissima rispetto alle altre del bordolese e qui è nato il famoso (o famigerato) enologo Michel Rolland.

Graves (Pessac Leognan)

La classificazione di St.Emilion è stata seguita nel 1959 da quella di Graves, che non è mai stata rivista dall’epoca della creazione.
I criteri sono simili a quella della classificazione del 1855: si sono considerati i terreni ma principalmente il prezzo sul mercato attraverso un lungo periodo.
Si suddividono i vini rossi da quelli bianchi, di conseguenza alcuni chateau compaiono solo in una tipologia e altri in entrambe.
Il livello è unico: Grand Cru Classe de Graves.

  • Vini rossi
    • Haut-Brion
    • Bouscaut
    • Haut Bailly
  • Vini bianchi
    • Haut-Brion
    • Bouscaut
    • Carbonnieux

La classificazione dei Cru Bourgeois

La classificazione che è stata creata nel 1932,elencava 444 chateau del Medoc esclusi dalla classificazione del 1855 (oggi ne sono rimasti 267) ed aveva funzionamento evolutivo, infatti è stata rivista più volte nel corso degli anni.
Ad oggi circa il 25% del vino prodotto nel Medoc ricade sotto questa menzione.
In realtà la classificazione originaria non venne ratificata immediatamente e si proseguì con continue modifiche fino alla definizione ufficiale nel 1962.
Questa variabilità (e quella degli anni successivi) hanno partorito innumerevoli litigi: tralascio di inerpicarmi nel sentiero tortuoso delle degustazioni dichiarate non valide dai tribunali e delle dispute di chateau che hanno fatto causa.

La classificazione dei Crus Bourgeois du Medoc prevedeva questa scala:

  • Cru Bourgeois Exceptionnel
  • Cru Bourgeois Superieur
  • Crus Bourgeois

Nel 2008 la Alliance des Crus Bourgeois du Medoc ha ideato una nuova classificazione che dismette i livelli Crus Bourgeois Superieur e Crus Bourgeois Exceptionnel, da aggiornare ogni anno e che si applica ai singoli vini e non agli chateau.
A seguito di questa decisione molte aziende anche prestigiose come Sociando Mallet e Potensac hanno deciso di non voler più restare all’interno della Alliance; per questo tutti i produttori (eccetto due) che prima erano classificati Crus Bourgeois Exceptionnel hanno dato vita ad una organizzazione parallela: Les Exceptionnels.

Dopo vari cambiamenti, la classificazione è stata nuovamente rivista e dal 2020 gli chateau (non più i singoli vini) sono nuovamente inseriti in tre categorie qualitative e le revisioni sono adesso quinquennali.

Articoli correlati:

Borgogna in bianco e nero

Qualche immagine della Borgogna in Agosto.

Niente report: è stata una vacanza un pochino improvvisata e ho scoperto che non è un gran periodo per la visita (molti ristoranti e molti produttori di vino erano chiusi).

Quello che posso dire è che Beaune e dintorni vivono di cultura enogastronomica: c’è una casa vinicola ad ogni passo (e molte sono antichissime), i paesi pullulano di enoteche, il paesaggio vitato è straordinariamente coreografico e curato e i paesini sono caratteristici e interessanti anche per i non enomaniaci.

Il problema, come facilmente immaginabile, sono i prezzi: per il dormire si trovano molte camere a tariffe oneste, e tutto sommato con ristoranti e bistrot ci si arrangia, ma non appena si tocca il vino il discorso cambia.
Il servizio al bicchiere è estremamente caro, direi che si cerca di disincentivarlo per quanto possibile, e cenare con un paio di bottiglie discrete è davvero impegnativo.

Alcune note sparse:

– ho notato che alcuni ristoranti importanti propongono menu degustazione a prezzo ridotto a mezzogiorno: è il caso di approfittarne
– in pieno centro di Beaune c’è Athenaeum, una libreria (ma non solo) in cui si può trovare tutto il desiderabile sull’argomento vino, compresa una enoteca fornita e un piccolo angolo degustazione con proposte sempre variabili ed interessanti
– sempre in città, c’è un posto curioso ma che vale davvero qualche ora di visita. Si tratta de la Cave de l’Ange Gardien, un sottoscala gestito da una coppia di mezza età che, su prenotazione, propone un lunghissimo e interessantissimo percorso di degustazione di molte denominazioni locali. Davvero consigliato.

From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012
From Borgogna Agosto 2012

Articoli correlati:

“Il vino nel mondo”, riassunto e integrazioni

Quanto segue è l’estremo riassunto del libro “Il vino nel mondo”, che viene dato in dotazione ai corsisti del secondo livello del corso AIS.
Ho fatto il riassunto del libro per preparare l’esame di terzo livello.
Rendo disponibile il materiale con tutti i disclaimer del caso:
– la proprietà intellettuale del materiale originale è degli autori del libro (e dei docenti del corso e di coloro che hanno scritto valanghe di roba sul vino in internet)
– è solo un riassunto! Può essere comodo per ripassare e per trovare velocemente una risposta, ma per passare l’esame dovete studiare il libro vero
– potrei aver scritto delle castronerie: ho cercato di metterci cura, ma lo scritto non ha subito alcuna revisione

Aggiornamento: qui trovate un riassunto più dettagliato sulla legislazione tedesca

Francia

Vitigni più coltivati:

  • Rossi:
    merlot, carignan, grenache, cabernet sauvignon, syrah, cabernet franc, gamay, cinsault, pinot noir, pinot meunier
  • Bianchi:
    ugni blanc, chardonnay, sauvignon blanc, semillon, melon, chenin blanc

Definizioni:

  • Vin de liqueur: aggiunta di componente alcolica (BRANDY) prima della fermentazione (es. Ratafia). Alto residuo zuccherino
  • vin doux naturel: vino fortificato, mutage, cioè aggiunta di alcol durante la fermentazione per bloccarla e ottenere un vino dolce (es. banyuls)
  • Chateaux (a Bordeaux): indica un vino prodotto da vigneti di proprietà
  • Domaine (in Borgogna): vino prodotto con uve di una singola azienda
  • Clos: vigneto delimitato da muretti a secco
  • Cote: parte inclinata di una collina
  • Cru: singolo e delimitato vigneto di qualità

Champagne:

  • nel 17 secolo dom perignon studia l’assemblaggio, la limpidezza e come trattenere la spuma
  • clima oceanico con influenze continentali
  • B: chardonnay, pinot grigio, pinot bianco
  • N: pinot nero, pinot meunier
  • zone:
    • vallee de la marne
    • montagne de reims
    • cotes des blancs
    • cote de sezanne
    • aube
  • comuni divisi in: grand cru, premier cru, cru
  • Classificazione per residuo zuccherino:
    • brut nature (=sans dosage <3)
    • extra brut (< 6)
    • brut (6 12)
    • extra dry (12-17)
    • dry (17-32)
    • semisec (32-50)
    • doux (>50)
  • Classificazione per tipo di produttore:
    • NM: negociant-manipulation, compra le uve e le vinifica, grandi maison
    • RM: recoltant-manipulation, raccoglie e vinifica le sue uve, spesso piccoli produttori
    • RC: Récoltant-Coopérateur, conferisce le uve ad una cooperativa per la vinificazione ma vende a suo marchio
    • CM: Coopérative de Manipulation, insieme di produttori che conferiscono le uve a cooperativa e commercializzano con nome comune
    • MA: marque d’achteur, la marca non è di chi produce lo champagne ma di chi lo commercializza

Alsazia:

  • divisa in Alto Reno e Basso Reno.
  • Unica regione francese in cui il nome dell’uva entra in etichetta
  • Clima: continentale, poco piovoso. Possibile la botrytis per le selections de grains nobles
  • Bianchi: Gewurtzraminer, riesling, muscat, pinto gris, pinot bianco, sylvaner
  • Rossi: pinot nero
  • Raramente si usa l’uvaggio. Raramente le botti. Quasi mai la malolattica
  • Denominazioni: alsace, alsace grand cru, alsace vendange tardive, alsace selection de granins nobles, cremant d’alsace

Lorena:

  • clima continentale
  • B: auxerrois, aligotè
  • N: gamay, pinot nero

Borgogna:

  • clima continentale
  • N: pinot noir, gamay (beaujolais)
  • B: chardonnay (chablis), pinot grigio, aligote
  • classificazione: bourgogne (rouge o blanc), village, premier cru, grand cru
  • il vigneto è detto climat
  • Zone:
    • yonne (chablis)
    • cote d’or, divisa in:
      • cote de nuits: principalmente rossi (vougeot, musigny, vosne romanee, nuits st george, grevey chambertin)
      • cote de beaune: principalmente bianchi ma anche rossi (pommard, mersault, montrachet)
    • cote challonaise e maconnais
    • beaujolais

Jura:

  • clima semicontinentale
  • B: savagnin (vin jeaune. Uva savagnin, simile allo sherry ma non fortificato, fermenta sotto film di lieviti. Vin de paille: appassimento di uva chardonnay.
  • N: Pinot nero

Savoia:

  • clima continentale
  • B: aligotè, chasselas.
  • N: Gamay

Valle del rodano:

  • clima da continentale a mediterraneo
  • nord: cote rotie, hermitage, condrieu. Famosa più per vini rossi da syrah. Qualche bianco da viogner nella zona di condrieu
  • sud: N: grenache, spesso uvaggi (chateauneuf du pape) con carignan, mourvedre, cinsault. Grenache blanc, clairette

Provenza:

  • N: grenache, cinsault, carignan, syrah. B: chardonnay, clairette, grenache blanc, ugni blanc, vermentino
  • zone: bandol (rossi da mourvedre), cotes de provence (grande produzione, rosati)

Corsica:

  • vini rosati, bianchi sapidi, rossi morbidi
  • sangiovese (nielluccio), vermentino

Languedoc Roussillon:

  • clima caldo mediterraneo. Produzione della maggior parte dei vin de table della francia. Principalmente rossi
  • R: carignan, grenache, cinsault, syrah, merlot, cabernet
  • B: viogner, chardonnay
  • vin doux naturel (banyuls) fortificati con aggiunta di alcol al mosto durante fermentazione. Il RAncio invecchia per anni sotto il sole

Bordeaux:

  • clima oceanico temperato e umido. Fiumi Garonna e Dordogna
  • N: merlot, cabernet sauvignon, c. franc, carmenere, petit verdot, malbec
  • B: semillon, sauvignon blanc, muscadelle (3 x sauternes), ugni blanc, colombard, chenin blanc
  • macrozone:
    • Medoc: Haute medoc e Medoc. A nord della regione, lungo l’estuario della Gironda. Cabernet sauvignon, merlot, cab.franc. (denominazioni: pauillac, margaux)
    • Grave: a sud del Medoc. Produzione di rossi e bianchi. Cabernet sauvignon, merlot, cab.franc, semillon, sauvignon blanc.
    • Sauternes e Barsac: a sud delle Grave. Vini botritizzati. Semillon, Sauvignon blanc, Muscadelle.
    • Libournais: sulla destra della gironda
    • St Emillon: Merlot e cab.sauvignon. Classificazione particolare: premier cru classe e grand cru classe
    • Pomerol: Merlot e cab.franc. Nessuna classificazione.
    • Entre deux mers: fra garonna e dordogna: vini più semplici

Valle della loira:

  • molto diversificata per terreni, vitigni e clima
  • N: cabernet franc, gamay, cabernet sauvignon
  • B: melon de burgogne (muscadet), chenin blanc, sauvignon blanc (più famoso)
  • zone:
    • sancerre
    • pouilly fume
    • touraine (denominazione vouvray)
    • anjou (anche spumanti e dolci)
    • muscadet

Spagna

  • Grande differenziazione clima
  • maggior produzione da vitigni a bacca bianca
  • coltivazione soprattuto con sistemi tradizionali (es. alberello)
  • Gran numero di vitigni autoctoni
  • B: albarinho, arien, maccabeo, palomino
  • R: tempranillo, garnacha, mourvedre
  • Zone:
    • Penedes: bajo penedes, medio penedes, penedes superior. Lo spumante Cava (da uva xare-lo, macabeo e parellada, oggi anche chardonnay)
    • Priorato: è una delle due doc vini rossi importanti (uva garnacha, cabernet sauvignon, syrah)
    • Rioja: (alta, alavesa, baja) una delle due doc. Regione di maggior pregio e tradizione. Grandi rossi da vitigno tempranilloProduce anche vini simili al beaujolais e alcuni rari bianchi da lungo invecchiamento
    • Ribera del dueuro: vini famosi: Vega sicilia, pesquera, pingus da tempranillo, garnacha, cabernet, merlot, malbec
    • Rias Baixas e Valdeorras: vini bianchi
    • Andalusia: vino fortificato sherry, dapprima prodotto con aggiunta di brandy, e poi con alcol etilico (dopo la fermentazione).
      terreno bianco e gessoso albariza.
      Vitigni: palomino, moscatel, pedro ximenez. Dopo vendemmia appassimento su stuoie, Per il palomino vendemmia tardiva
      Dopo la fermentazione vini bianchi secchi di base assemblati.
      viene deciso quali tipo diverranno
  • Tipologie Sherry
    • FINO: Fino, Manazanilla (fortificati fino a 15 gradi per permettere la flor). Secchi
    • OLOROSO: amontillado, Oloroso (17 gradi, no flor, invecchiamento ossidativo). Dolci o semidolci. Cream e pedro ximenez sono dolci
    • Solo Fino e Manzanilla (15 gradi) sviluppano il flor (formato a causa del lievito saccaromiceto) che protegge il mosto dall’ossigeno
    • invecchiamento in botti di rovere americano scolme. Metodo soleras per almeno 3 anni.

PORTOGALLO

  • Grandi differenze pedoclimatiche, estati calde e secche e inverni non particolarmente freddi
  • Vitigni a bacca bianca: alvarinho, fernao pires, arinto, dona branca
  • Bacca nera: touriga nacional, baga, touriga francesa, tinta
  • Minho: vinho verde
  • Dao: produzione di elite a base touriga nacional e tempranilo
  • Bucelas: vini bianchi e spumanti da arinto
  • Douro:
    • porto prodotto con numerosi vitigni (touriga nacional, tinta cao, tinta roriz, tinta barroca, touriga francesa, tinta amarela, souzao)
    • quando il mosto raggiunge i 6-8 gradi si aggiunge acquavite e si conserva in botti dette pipa (fermentazione bloccata).
    • tipologie porto in base all’invecchiamento:
      • white, ruby, tawny, Aged tawny
      • I vintage sono prodotti raramente, devono invecchiare a lungo (anche 20 anni) ma solo 2 anni in botte
      • I late bottled vintage sono di una stessa annata ma non sono dichiarati vintage. In botte per 4-6 anni
  • Madeira:
    • vino più longevo al mondo grazie alla cottura nelle estufas.
    • per i secchi la fortificazione è realizzata prima della cottura, quelli dolci dopo la cottura
    • i vitigni danno il nome alle tipologie: sercial, verdelho, bual, malmsey, terrantez
    • sono classificati anche in base all’invecchiamento: finest, reserve, special reserve, extra reserve

GERMANIA

  • Clima continentale, grande escursione termica notte giorno.
  • Fino a 40 anni fa i vitigni a bacca bianca erano 80%, ora più equilibrio
  • Vitigno principale il riesling e i suoi derivati, capaci di resistere al freddo: muller thurgau, kerner, bacchus
  • Altri vitigni: sylvaner, pinot grigio, pinot bianco. A bacca nera: pinot nero, lemberger, portugieser, dornfelder, trollinger (schiava)
  • 4 zone principali:
    • Rheinhessen: zona più estesa e produttiva. Vini bianchi di qualità
    • Pfalz: vini bianchi. Condizioni climatiche più calde
    • Baden: a sud, contriguo con borgogna e rodano settentrionale. Pinot nero, muller thurgau, pinot grigio
    • Wurttemberg: soprattutto bianchi ma anche rossi
    • La zona della Mosella e il Rehingau producono grandi riesling.
  • E’ permesso lo zuccheraggio
  • Valutazione qualitativa in base alla quantità di zuccheri nel mosto (gradi Oechsle O)
    • Vino da tavola 50 O = VDT italia
    • Vino regionale = IGT
    • QbA vino di qualità 50-72 O = DOC
    • QmP vino di qualità con predicato minimo 70 O = DOCG. Non è ammesso zuccheraggio. 6 categorie
      • kabinett
      • spatlese
      • auslese (grappoli selezionati
      • beerenauslese (appassimento e/o botrytis. Rientrano anche gli eiswein)
      • trockenberenauslese

AUSTRIA

  • clima continentale a nord ma quasi mediterraneo a sud.
  • Laghi e Danubio mitigano.
  • Vini più secchi e caldi rispetto alla germania
  • Vitigni a bacca bianca: 70%. gruner veltriner (derivazione sauvignon), riesling, welshriesling, gewurztraminer, muller thurgau, pinot bianco, sauvignon
  • Nera: portugieser, zweigelt, neuburger
  • zone:
    • Bassa Austria: a nord est lungo danubio, regione più estesa, comprende Wachau: danubio e terreni vulcanici ideali per gruner vetriner
    • Burgeland: vini dolci e rossi
    • Stiria: bianchi quasi mediterranei e rosati
  • Legislazione simile alla germania: basata su gradi O, zuccheraggio ammesso sino a QBA. QMP divisi in 7 categorie (una dolce in più)

SVIZZERA

  • Clima non troppo rigido grazie a fiumi, laghi, montagne che proteggono, fhon.
  • Forti escursioni termiche.
  • Bacca bianca: chasselas dorè, petite arvine, muller tuhrgau.
  • Nera: merlot (canton ticino), pinot nero
  • zone:
    • Svizzera romanda
    • Svizzera Orientale
    • Ticino

UNGHERIA

  • clima continentale
  • Uve prevalentemente a bacca bianca: riesling italico, muller thurgau, sylvaner
  • Bacca nera: kefrankos, kadarka
  • Nel tokaji: furmint, harslevelu, muscat kunel
  • Massiccio montuoso: comprende il tokaji
  • Transdanubio settentrionale e meridionale:
  • Produzione tokaji:
    • vino bianco a partire da tre uve muscat, furmint e harslevelu.
    • Si aggiunge mosto da uve muffate detto aszu pressate nei puttonyos (30 kg uva). Secondo il numero di puttonyos (da 2 a 6) si classificano i tokaji
    • Macerazione ed evoluzione
    • Il succo che resta infondo ai puttonyos può essere messo in botte e poi imbotigliato come eszencia

SLOVENIA

  • clima da piuttosto mite a quasi mediterraneo
  • in parte continuazione del carso italiano, in parte analogie con la produzione centro europea
  • Produzioni in stile internazionale e altre con tecniche ancestrali (carso e collio sloveno)
  • Vitigni: in particolare a bacca bianca: malvasia, rebula, vitovska, pinot grigio
  • Bacca nera: refosk, cabernet sauvignon e merlot
  • Zone: slocenia continentale e slovenia litoranea

GRECIA

  • paese vitivinivolo più antico d’europa
  • commercializzazione in vasi di terracotta sigillati con resina di pino e miele: Retzina
  • Clima mediterraneo. Vitigni a bacca bianca 80% (pi usato: moskofilero)
  • Quasi metà dei vigneti nel peloponneso
  • Vino famoso: moscato di Samos

AMERICA DEL NORD

  • climi e terreni moto diversificati.
  • Gusto internazionale con ampio uso della barrique
  • california: 90% vino usa. clima mediterraneo temperato, vitigni: chardonnay, colombard, sauvignon blanc N: cabernet sauvignon, zinfandel, merlot, pinot nero
    • north coast: zone: napa valley, mendocino county, sonoma county, lake county, marin&solano county vitigni: cab sauvignon, chardonnay, pinot nero
    • central coast and southern california region: chardonnay, riesling, zinfandel, cab souvignon, pinto nero
    • sacramento e san joaquin valley: chardonnay, zinfandel
    • delta e sierra foothills: zinfandel, cab, sauvignon, sauvignon blanc, syrah, chardonnay
  • stati del nord ovest: clima meno mite. Vitigni: B: chardonnay, pinot grigio, riesling, sauvignon, semillon R: cab sauvignon, merlot, pinot nero
    • Oregon: pinot nero
    • washington: riesling, sauvignon, semillon, chardonnay
    • idaho: riesling, gewurtztraminer
  • stati del nord est: clima fresco, vini bianchi e spumanti. Viti americane: R: Concord B: niagara
  • stati del sud est: clima temperato tutto l’anno nemico della produzione. Vitigni internazionali
  • stati del sud ovest: ampia gamma di climi. Vitigni internazionali
  • canada: a causa del clima a ungo solo vitigni autoctoni labrusca: concord, niagara. Oggi alcuni ibridi (vidal) e riesling, gewurztraminer
    riesling e vidal i migliori per gli icewine.

ARGENTINA

  • vini molto alcolici, strutturati e tannici carenti di acidità.
  • In prevalenza rossi (malbec, cab sauvignon, merlot, syrah, tempranillo, barbera, bonarda, sangiovese)
  • Anche bianchi da vitigni internazionali (pedro jimenex, torrontes, chardonnay, souvignon, chenin blanc, trebbiano)
  • Intoduzione della vite grazie a missionari (uva mission) 800 italiani portano competenze, nel XIX i francesi portano chardonnay e malbec.
  • Investitori stranieri e boom delle esportazioni
  • Irrigazione spesso necessaria per il clima caldo e secco (inondazioni volontarie per annegare la fillossera)
  • Nord ovest: fino a 1700 mt altezza, uve torrontes e chardonnay
  • Centro ovest: la più importante, nella provincia di Mendoza il 40% dei vini argentini
    • N: malbec, cab sauvignon, syrah, tempranillo, barbera, sangiovese, bonarda. B: torrontes, trebbiano, chardonnay, chenin blanc, criolla, cereza, moscato rosa
    • A nord di mendoza vini in stile sherry
  • Patagonia: provincia di rio negro, lungo il fiume. Merlot e pinot nero, semilon, chenin blanc, chardonnay, sauvignon

CILE

  • Vite portata da Cortez, rinasciti viticultura nel XX secolo, esportazione
  • Clima mediterraneo asciutto, ambiente favorevole (numerosi fiumi redono possibile irrigazione)
  • Vite a piede franco, no fillossera.
  • Prevalenza vitigni a bacca nera: cab sauvignon, merlot, carmenere, malbec, zinfandel. Bianchi: sauvignon, chardonnay
  • Molti assemblaggi con uva provenienti da zone diverse
  • Zone più importanti: Valle di Rapel, Valle di colchagua, casablanga, Maipo

URUGUAY

  • particolarità: forte mercato interno e vini rosati
  • Vitigno più coltivato: tannat, poi internazionali e trabbiano toscano

BRASILE

  • climi vari, da tropicale e secco a temperato-umido e piovoso Diffusione di viti americane e ibridi: isabel, bordo, concord, niagara bianca
  • Anche vitigni internazionali

AUSTRALIA

  • prima esportazione nel commonwealth dei vini liquorosi, poi lancio della enologia dopo olimpiadi del 1956.
  • Inizialmente vini concepiti per stupefare: profumi intensi, uso della barrique, ora migliorati
  • Le zone migliori hanno clima fresco ed equilibrato, grazie anche alla altitudine dei vigneti e alla vicinanza degli oceani
  • Nelle zone pi calde si procede a vendemmia meccanica notturna
  • B: riesling, chardonnay, semillon, sauvignon e traminer
  • N: syrah (shiraz), cab sauvignon, grenache, mourvedre, merlor, cab franc, pinot nero
  • Zone:
    • South australia: 50% delle vigne del paese, mai stato attaccato dalla fillossera. Divisa in:
    • barossa valley: shiraz concentrato e bianchi chardonnay, riesling, semillon
    • Clare valley e Eden valley: clima fresco, migliori riesling
    • coonawarra (boredaux d’australia, cab sauvignon e siraz)
    • New south wales: produce la maggior parte del vino australiano
    • hunter valley: grande qualità di vini da invecchiamento semillon, chardonnay, anche attaccate da botrite e shiraz e cab sauvignon
    • Victoria: grandi aree viticole, Yarra valley: migliori pinot neri

NUOVA ZELANDA

  • un italiano nel 1800 fece zonazione del territorio per individuare aree vocate.
  • Clima variabile, da mediterraneo temperato, fino a subtropicale e continentale. Coltivazione principalmente ad oriente (più riparata)
  • 75% bacca bianca, chardonnay, sauvignon
  • zone:
    • Isola del nord: un tempo la più coltivata, ma adesso ci si sposta nell’isola del sud
      • Martinborough e Wellington: nella zona più a sud. Migliore pinot nero
    • Isola del sud: indispensabile l’irrigazione
      • Marlborough: sauvignon, chardonnay e riesling
      • Otago: zona viticola più a sud del mondo. Pricipalemnte pinot nero

SUDAFRICA

  • clima mediterraneo, necessita di irrigazione.
  • Pinotage: incrocio pinot nero e cinsault
  • zone:
    • Stellenbosh: tagli bordolesi e pinotage. Sauvignon e chardonnay
    • Paarl: Chardonnay, sauvignon, chenin blanc. Cab sauvignon, merlot. Spumanti metodo classico
    • Worcester: regione più produttiva. Colombard, chenin blanc, chardonnay. Internazionali e pinotage.
    • Constantia
    • Walker bay

GIAPPONE

  • clima molto umido e piovoso
  • Molti vitigni di origine americana
  • Più coltivato: kosh
  • Pochissima bacca nera

ISARAELE

  • produzione moderna iniziata da Rothschild (chateau lafitte) con impronta francese
  • Clima mite
  • Vitigni più coltivati quelli a bacca nera di origine francese
  • Zone vocate: le alture del golan e i monti della galilea

LIBANO

  • clima molto caldo
  • Vitigni a bacca nera della valle del rodano (cinsault, carignan, syrah, grenache, mourvedre) e altri francesi
  • Tenuta simbolo: chateau musar

 

Integrazione del 09/05/2013: per chi deve prepararsi all’esame, segnalo che nel corso dei mesi ho scritto alcuni piccoli “Bignami” su argomenti specifici:

Articoli correlati: